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di Ava Favigli

Desidero offrire agli amici di ‘Atleti ed Eroi’ l’opportunità di toccare con mano quanto possa rivelarsi entusiasmante approfondire lo studio di un pezzo da collezione.

Al tempo stesso, vorrei dimostrare che un singolo pezzo può trovar spazio in più di una tematica collezionistica, proprio in ragione dell’approfondimento svolto e delle conoscenze che ne derivano.

Affermo tutto ciò con la dovuta umiltà, imposta dalla coscienza di non essere un esperto nella materia – il ciclismo – da cui la ricerca è partita, accettando di buon grado le eventuali correzioni dei molti che ne sanno più di me.

Ricerca, indicavo, poiché questo è il solo motore che garantisce alla curiosità di trovare un approdo e qualche risposta.

Eccoci dunque di fronte a una cartolina postale, per la precisione un ‘Intero Postale’ da 10 centesimi, spedito da Milano il 12 Giugno 1889. Destinazione: Inghilterra.

Una prima lettura fa comprendere che:

-       mittente e destinatario sono parenti

-       il tema della corrispondenza è un resoconto di corse ciclistiche, scritto in lingua inglese

 Qui sotto la traduzione integrale del testo:

Fronte:

A Miss M. Marley

c/o Mrs. Spence

Harewood Lodge

South Norwood Park

Surrey

Inghilterra

(Sul lato sinistro spicca il timbro identificativo della Marley Brull & C. di Milano)

Retro:

Corse del Campionato 1889

Triciclo

Domenica. Gilbert arrivò secondo ma reclamò il primo posto per una scorrettezza. La scorrettezza fu riconosciuta ma la giuria decise che, nonostante il reclamo potesse essere ammissibile in una gara ordinaria, non riteneva che un evento importante come il Campionato Italiano si dovesse assegnare per una scorrettezza. Deliberò pertanto che la corsa fosse ripetuta il giorno successivo.

Lunedì. Si è corso di nuovo. Gilbert vinse bene, divenendo così Campione d’Italia di Triciclo.

Biciclo, distanza breve.

Disputato lunedì e Gilbert ha rinunciato a correre, non ritenendo giusto (di correre) subito dopo una durissima gara di Triciclo, specialmente trattandosi del Campionato.

Biciclo, 120 chilometri. Corsa su strada. Campionato sulla lunga distanza.

Si è corso oggi, 12 giugno (mercoledì n.d.r.). Primo Gilbert. Tempo: 5 ore e 4 minuti. Ciò lo rende Campione d’Italia sulla lunga distanza per il terzo anno consecutivo.

Nota trasversale sul lato sinistro:

120 chilometri = 75 miglia, ed è giunto all’arrivo piuttosto fresco.

Informa tuo zio Albert e chiunque possa essere interessato.

Il tuo affezionato padre,

H. Marley

Ebbene: un padre scrive alla figlia, entrambi portano il cognome che si ripete sul timbro impresso sul fronte della cartolina: Marley (presumibilmente la ditta di famiglia).

Chi è, dunque, il ‘Gilbert’ di cui vengono descritte, con straordinario puntiglio, le imprese ciclistiche di quei giorni?

La consultazione di alcuni testi sul ciclismo fa emergere, non senza fatica, la prima notizia: si tratta di Gilbert Marley, uno dei pionieri di questo sport negli anni in cui non si era ancora affermata la bicicletta e le corse si disputavano su bicicli e tricicli.

In queste discipline, fra il 1897 e il 1989 Gilbert vinse ben 5 titoli italiani e la cartolina, verosimilmente scritta dal padre, riporta la cronaca fedele delle sue due ultime vittorie.

Approfondimenti, incroci di notizie, altri libri e, soprattutto, giornali d’epoca hanno consentito di ricostruire la complessità del personaggio. Impresa resa più complicata dalla varietà di “mezze informazioni”, molto spesso contraddittorie, emerse da Internet (dal quale, duole dirlo, si possono spesso rilevare tracce ma quasi mai informazioni realmente attendibili).

Gilbert Marley era nato in Inghilterra nel 1870 e, a soli due anni d’età, fu portato dai genitori in Italia, che non lasciò più.

Debuttò nelle corse di biciclo giovanissimo a Monza: aveva quattordici anni. Iniziò a dominare la disciplina nel 1887, confermandosi Campione d’Italia anche nel 1888 e l’anno seguente, il 1889.

Qui arriva la nostra formidabile cartolina a fornirci dettagli che non ritroviamo in altre cronache: Gilbert corre domenica (9 giugno) nella categoria Tricicli e viene battuto grazie a una scorrettezza. Reclama e gli vien data ragione, ma invece di assegnargli la vittoria lo costringono a ripetere la corsa il lunedì 10. Questa volta la vittoria non gli sfugge.

Rinuncia però a correre la gara dei bicicli sulla breve distanza, prevista nella stessa giornata.

Mercoledì 12, si corre su strada, sempre nella categoria bicicli, la gara sui 120 chilometri (grazie alla precisazione sulla cartolina, comprendiamo che le corse precedenti si erano invece svolte su pista, come riportano alcune fonti). Una curiosità: si corse a Pavia, e ci fu il tempo per scrivere e spedire la cartolina lo stesso giorno da Milano.

Terza vittoria consecutiva in tre anni per Gilbert che, forte dei suoi 19 anni, arriva al traguardo ancora fresco.

Marley, non si ripeterà più a questi livelli. L’avvento della bicicletta non fa per lui, che tuttavia resta protagonista in questo e altri sport, autentico gentleman sportivo di fine ‘800.

E’ proprio lui, infatti, che ritroviamo fra i fondatori dell’Unione Sportiva Milanese il 16 gennaio 1902. Non a caso, proprio nel ciclismo questa società inizia a gareggiare.

Non basta: Gilbert è uno dei migliori cronometristi in circolazione. Il 6 maggio 1906, a Campofelice di Roccella, dà il via alla prima edizione della Targa Florio, leggendaria ‘classica’ dell’automobilismo.

E di leggenda in leggenda, è ancora Gilbert Marley il personaggio che le cronache sportive dell’epoca descrivono mentre, serio e compreso nell’importanza dell’incarico, funge da mossiere nella prima tappa del Giro d’Italia: è il 13 maggio 1909.

Vero sportsman degli anni a cavallo fra XIX e XX secolo, Gilbert Marley fu uno dei pionieri del cronometraggio sportivo, tanto da essere il principale promotore del primo Sindacato Italiano Cronometristi Ufficiali, da lui fondato a Milano il 3 novembre del 1921, al n. 20 di Corso di Porta Genova.

Negli anni che seguono, a seguito dei suoi impegni professionali, si diradano progressivamente le sue comparse sulla scena delle gare.

Scompare per infarto nel 1939, nella notte fra il 26 e il 27 dicembre, a Blevio, sul Lago di Como.

Questo è quanto ho potuto ricostruire, con poco tempo a disposizione, buona volontà e qualche amico che mi ha regalato la sua attenzione.

Grazie a una piccola cartolina, e alla curiosità da essa generata, sono tornate alla luce vicende umane e sportive affascinanti.

E’ la magia del collezionismo sportivo, quando sfugge ai sentimenti peggiori, il desiderio di possesso e l’avidità, e si lascia cullare dalla voglia di ricostruire il percorso dei protagonisti, gli atleti. Atleti…ed Eroi del loro tempo, che ritornano tali nel nostro piccolo mondo.

 

Nota: in neretto le parole chiave che rimandano alle possibili tematiche collezionistiche a cui legare la cartolina riprodotta in questo articolo.

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